Danza del ventre / danza orientale

Cresciuta nei cortili del mondo arabo come danza di aggregazione, diffusa e contaminata dal peregrinare degli zingari, filtrata dall’occhio romantico dell’orientalismo occidentale, la Danza Orientale (o Danza del Ventre) arriva a noi come danza delle donne per le donne, femminile, gioiosa, rotonda e piena di onde. Sviluppandosi sul terreno della danza popolare (Raqs Baladi), che ogni ragazza apprende in casa dalla madre e dalle sorelle maggiori, la Danza Orientale (Raqs Sharqi) assume i contorni di un nuovo stile al Cairo, negli anni ’30 e ’40 nel Novecento, grazie all’apertura dei primi cabaret destinati agli europei ed all’élite egiziana. Rappresenta quindi il frutto dell’incontro tra Oriente ed Occidente: i movimenti dei fianchi tipici della danza tradizionale si sposano con elementi di Danza Classica, che trasformano il Raqs Sharqi in una forma d’arte elegante e raffinata. A partire dagli anni ’40 una massiccia produzione cinematografica, impreziosita dal talento di grandi musicisti e delle dive dell’epoca, danzatrici e attrici, porta la Danza Orientale nei cinema di tutti i paesi arabi e sugli schermi del resto del mondo, ispirando generazioni di danzatrici in ogni paese. Una danza complessa e virtuosa, che dà spazio all’espressività individuale e che merita di essere valorizzata per il patrimonio culturale ed emotivo del quale il suo linguaggio è solo una delle infinite espressioni. Le lezioni prevedono, per tutti i livelli: preparazione corporea, tecnica, coreografia ed elementi culturali; largo spazio è dato sin dai corsi principianti all’improvvisazione e all’ espressione individuale. A partire dai livelli intermedi il programma si arricchisce con lo studio degli stili, degli accessori (a partire da velo, cimbali e bastone) e della musica (ritmi e repertorio).(www.metissart.org)