Tango argentino, milonga, vals

Il tango nasce alla fine del diciannovesimo secolo all’interno di un processo di immigrazione che vede milioni di europei riversarsi nelle città argentine, dove si stabiliscono anche molti i gauchos, i quali abbandonano il loro tradizionale nomadismo per cercare fortuna nei centri urbani. Il tango nasce quindi dall’incontro di culture e genti diverse; l’etimologia del termine, ancora incerta. Tuttavia esso si è ormai affrancato dalle sue origini per venire definitivamente consacrato Patrimonio dell’Umanità, una danza che, come sottolinea lo scrittore Ernesto Sábato, non ha niente a che vedere con le sequenze caricaturali dei film interpretati da Rodolfo Valentino. Uno degli strumenti caratteristici del tango èil bandoneòn. Pur essendo il tango tradizionale una musica molto sincopata, non si utilizzano nell’esecuzione strumenti a percussione; i nomi dei maggiori compositori di musica a partire dai primi anni del Novecento fino all’età d’oro, quella degli anni ’30 e ’40, Aníbal Troilo, Juan D’Arienzo, Carlos Di Sarli,Osvaldo Pugliese, sono tutti figli d’italiani; lo stesso compositore e direttore d’orchestra Astor Piazzolla aveva i nonni italiani. Il tango argentino è caratterizzato da tre ritmi musicali diversi ai quali corrispondono altrettante distinte tipologie di ballo: Il Tango, la Milonga e il Tango vals (Vals criollo). Musicalmente il Tango ha un tempo di 4/4 o 2/4, come la Milonga, mentre il Tango Vals, che deriva dal Valzer ha tempo 3/4.

(fonte: http://www.raiscuola.rai.it/articoli/il-tango-argentino/5797/default.aspx; https://www.elfirulete.it/origini-tango-argentino/; wikipedia)